OMA - Orchestra Multietnica di Arezzo
Tracciamo un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace e di guerra, di nomadismo e di amore per le proprie radici, che dal Nord Africa sale su per la Turchia, la Grecia, quella regione culturalmente diffusa che sono i Balcani, l'Est Europeo, e arriva fino al nostro Paese, alle coste bagnate da quello stesso Mediterraneo che unisce e allontana i popoli.
Un percorso che parte dalle antiche pietre che riconobbero le tre grandi religioni, dalla terra che venne attraversata dalla tribù unificante di Abramo e che traccia la via dei tanti tentativi di conquista da parte dell'Occidente. Oggi un percorso di nuove migrazioni.
Proviamo a pensare alle musiche che attraversano i cuori della gente di quelle terre. Proviamo a capirle. Probabilmente scopriremo che le radici non sono poi così lontane tra di loro come si crede. La cultura e le tradizioni hanno tanto in comune: i sapori, i ritmi, i suoni.
Proviamo a pensare alla drammatica necessità di fermare la spirale di guerra, di trovare una soluzione di pace giusta ed una convivenza fondata sul riconoscimento dei diritti di tutti all'esistenza, alla creatività, alla vita. Cultura e musica significano pluralità, confronto e mescolanza.
Questi i principi ispiratori del progetto che ha portato alla costituzione dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, per la quale abbiamo coinvolto Enrico Fink, tuttora direttore dell'OMA, e Jamal Ouassini, che l'ha accompagnata per il suo primo anno di attività, un arabo e un ebreo, per accentuare ancora di più il messaggio di pace contenuto nel progetto
Quello che ha portato alla formazione dell'orchestra e alla definizione del suo repertorio è stato prima di tutto un percorso formativo, che ha visto la partecipazione di musicisti italiani e stranieri ad un workshop finalizzato alla conoscenza e all'approfondimento delle strutture di base delle musiche tradizionali delle aree del mediterraneo, per incrociarle con la tradizione italiana ed europea e predisporre un repertorio basato sull'intreccio e la contaminazione.
Tale attività ha mantenuto la caratteristica del laboratorio permanente, tuttora aperto a nuovi inserimenti soprattutto per quanto riguarda i musicisti stranieri.
Dal percorso formativo iniziale si è costituito il primo nucleo dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, dando vita ad un repertorio costituito da brani che vanno dalla tradizione araba a quella ebraica, fino all'est Europa, al Bangladesh, alla taranta pugliese, in parte proposti direttamente dai componenti dell'orchestra.
Se pur nato da un laboratorio, il progetto dell'Orchestra Multietnica di Arezzo ha dato vita ad una produzione di tipo professionale, grazie alla presenza di alcuni musicisti di provata esperienza.

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