Guglielmo Tell - Selection
Guglielmo Tell - Selection
Artist: Paolo Silveri
Genre:
OPERA
Category:
XIX Cent.
Composer:
G. Rossini
Supported languages: Italiano
Extended description:
GUGLIELMO TELL (GUILLAUME TELL nella versione originale francese) è l’ultima opera di Gioacchino Rossini su un libretto tratto dal dramma Wilhelm Tell di Friedrich Schiller ma anche dal racconto La Suisse libre di Jean-Pierre Claris de Florian inizialmente elaborato da Etienne de Jouy, in seguito da Hippolyte-Louis Florent Bis. La prima assoluta ebbe luogo alla Grand Opéra de Paris il 3 agosto 1829. In questa sua ultima opera, Rossini ha inaugurato il genere Grand Opéra nella tradizione francese; l’edizione filologica francese senza tagli rappresenta uno spettacolo dalla durata di quasi sei ore di musica con arie, duetti, terzetti, quartetti, quintetti, scene di insieme spettacolari, azioni coreografiche, danze. Questo album offre una selezione della rappresentazione in forma di concerto della versione italiana alla RAI di Milano nel 1954. Il tema centrale del libretto è il processo di liberazione del popolo svizzero dalla dominazione austriaca sotto la guida del leggendario Guglielmo Tell che è il personaggio titolare dell’opera.
Paolo Silveri fu attratto da sempre da questo personaggio nelle cui aspirazioni e manifestazioni si ritrovò sempre all’insegna dell’amore di famiglia e di patria. La sua infanzia nel suo paese in Abruzzo lo avvicinò ai valori fondamentali della natura, della famiglia, del lavoro onesto e della patria che lo accomunavano a questo grande personaggio; la sua figura atletica irrobustita nel percorso dei tanti mestieri praticati da giovanissimo lo rendeva imponentemente adatto al personaggio nella cui interpretazione fu apprezzato dalla critica e dal pubblico; opinioni unanime ritenevano che la sua interpretazione in questo ruolo fosse la più riuscita. Anche se le occasioni di interpretare il ruolo in teatro sono state poche, Silveri ha incluso sempre nei suoi recital e concerti l’aria Resta immobile oppure qualche altra scena insieme ai diversi colleghi. All’apice della sua carriera, in alcune interviste radiofoniche, Silveri affermava che Guglielmo Tell era diventato il suo personaggio favorito. Il primo impatto con questa opera lo ebbe sin da quando cantava da basso e dovette interpretare il ruolo di Melchtal; lo scrupolo professionale lo determinava a studiare anche gli altri personaggi relazionati al suo e quindi, sin da allora, iniziò un lungo cammino di gestazione vocale ed estetica nell’assimilare il grande personaggio di Guglielmo Tell.
La gavetta da basso gli fu un ottimo allenamento preparatorio alla futura vocalità di baritono la cui sonorità robusta in colonna ampiamente larga si univa al timbro intenso duttilmente capace di innumerevoli inflessioni cromatiche espressive. Nella vocalità di Guglielmo Tell possiamo ammirare una vera sublimazione del belcanto alla vigilia del romanticismo verdiano; infatti, la prima opera verdiana verrà rappresentata dieci anni più tardi rispetto all’ultima opera rossiniana qual è Guglielmo Tell. Il grande artista ricopre con la sua maestria tutte le esigenze richieste dall’autore al personaggio; Silveri rende con fedeltà musicale e precisione espressiva la giusta interpretazione in tutte le situazioni del ruolo. Il recitativo Ti benedico figlio mio piangendo e l’aria Resta immobile sono il momento culminante reso magnificamente dall’arte interpretativa di Paolo Silveri. La sonorità robusta e, nello stesso tempo, snella, fa calibrare la colonna sonora a seconda il contenuto drammatico della frase, mentre le inflessioni timbrali sottolineano gli stati d’animo con raffinato senso espressivo; nella vocalità di Silveri si alternano con grande dignità il pianto soffocato del padre con lo slancio eroico del leggendario personaggio; commuovente è l’accentuazione espressiva nel esprimere affetti miei tacete in una mezza voce consistente e vigorosa; subito dopo, irrompe in quel impressionante io son Guglielmo Tell dominato da un sol1 naturale assolutamente regale. L’aria che segue ci offre l’affascinante paradosso di un lirismo robusto, vigoroso e virile all’insegna di una tensione emotiva resa con una sobria e maestosa eleganza che si nota anche nel finale dell’opera Tutto cangia il ciel s’abbella quando la vocalità di Silveri esprime pienamente il grande trionfo della liberazione.
Paolo Silveri fu attratto da sempre da questo personaggio nelle cui aspirazioni e manifestazioni si ritrovò sempre all’insegna dell’amore di famiglia e di patria. La sua infanzia nel suo paese in Abruzzo lo avvicinò ai valori fondamentali della natura, della famiglia, del lavoro onesto e della patria che lo accomunavano a questo grande personaggio; la sua figura atletica irrobustita nel percorso dei tanti mestieri praticati da giovanissimo lo rendeva imponentemente adatto al personaggio nella cui interpretazione fu apprezzato dalla critica e dal pubblico; opinioni unanime ritenevano che la sua interpretazione in questo ruolo fosse la più riuscita. Anche se le occasioni di interpretare il ruolo in teatro sono state poche, Silveri ha incluso sempre nei suoi recital e concerti l’aria Resta immobile oppure qualche altra scena insieme ai diversi colleghi. All’apice della sua carriera, in alcune interviste radiofoniche, Silveri affermava che Guglielmo Tell era diventato il suo personaggio favorito. Il primo impatto con questa opera lo ebbe sin da quando cantava da basso e dovette interpretare il ruolo di Melchtal; lo scrupolo professionale lo determinava a studiare anche gli altri personaggi relazionati al suo e quindi, sin da allora, iniziò un lungo cammino di gestazione vocale ed estetica nell’assimilare il grande personaggio di Guglielmo Tell.
La gavetta da basso gli fu un ottimo allenamento preparatorio alla futura vocalità di baritono la cui sonorità robusta in colonna ampiamente larga si univa al timbro intenso duttilmente capace di innumerevoli inflessioni cromatiche espressive. Nella vocalità di Guglielmo Tell possiamo ammirare una vera sublimazione del belcanto alla vigilia del romanticismo verdiano; infatti, la prima opera verdiana verrà rappresentata dieci anni più tardi rispetto all’ultima opera rossiniana qual è Guglielmo Tell. Il grande artista ricopre con la sua maestria tutte le esigenze richieste dall’autore al personaggio; Silveri rende con fedeltà musicale e precisione espressiva la giusta interpretazione in tutte le situazioni del ruolo. Il recitativo Ti benedico figlio mio piangendo e l’aria Resta immobile sono il momento culminante reso magnificamente dall’arte interpretativa di Paolo Silveri. La sonorità robusta e, nello stesso tempo, snella, fa calibrare la colonna sonora a seconda il contenuto drammatico della frase, mentre le inflessioni timbrali sottolineano gli stati d’animo con raffinato senso espressivo; nella vocalità di Silveri si alternano con grande dignità il pianto soffocato del padre con lo slancio eroico del leggendario personaggio; commuovente è l’accentuazione espressiva nel esprimere affetti miei tacete in una mezza voce consistente e vigorosa; subito dopo, irrompe in quel impressionante io son Guglielmo Tell dominato da un sol1 naturale assolutamente regale. L’aria che segue ci offre l’affascinante paradosso di un lirismo robusto, vigoroso e virile all’insegna di una tensione emotiva resa con una sobria e maestosa eleganza che si nota anche nel finale dell’opera Tutto cangia il ciel s’abbella quando la vocalità di Silveri esprime pienamente il grande trionfo della liberazione.
Stephan Poen
(estratto da "Paolo Silveri e la sua arte nel tempo")
Live Recording: 30 Gennaio 1954 a Milano, Teatro Alla Scala
Guglielmo Tell: Paolo Silveri
Arnoldo: Mario Filippeschi
Gualtiero Farst: Raffaele Arie
Malchtal: Antonio Massaria
Jemmy: Margherita Benetti
Edwige: Giannella Borelli
Leutoldo: Attilio Barbesi
Gessler: Nicola Zaccaria
Matilda: Anna Maria Rovere
Rodolfo: Angelo Mercuriali
Orchestra e coro della R.A.I. di Milano
Direttore: Nino Sonzogno
Recording: 30 January 1954
Details
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