Bravomaestro :: Download Classical Music :: Bravomaestro
Home :: Catalogo :: Autori :: Various Artists :: Music for Christmas

Music for Christmas

Screenshots
Entire album
Download Recommended price € 6.00
Music for Christmas

Artist: Fabio Macelloni

Category: Antologies
Composer: Various Artists

Supported languages: Italiano


Extended description:
L'Associazione Culturale “I POLIFONICI di Genova” è nata nel 1992 ad opera del suo fondatore, M° Fabio Macelloni, e dei componenti di un allora piccolo gruppo di cantori amanti della polifonia. Gli orientamenti musicali iniziali non sono da allora mutati nella sostanza: studio ed esecuzione dei grandi classici della polifonia, riscoperta dei brani meno noti o inediti, studio della musica contemporanea e della sua divulgazione.

Il coro polifonico

Dalla sua costituzione il coro si è espanso considerevolmente, e oggi conta di circa 30 elementi;
anche gli orizzonti del gruppo si sono nel tempo allargati: al repertorio polifonico a cappella si è affiancato il grande repertorio con orchestra, e dai piccoli concerti avvenuti presso piccole sale e chiese della città si è passati alle grandi sale da concerto (Teatro Carlo Felice, Palazzo Ducale, Auditorium Expo) e ai teatri e sale di altre città italiane, che hanno ospitato i nostri programmi artistici.


Voci Bianche

Per voci bianche si intendono quelle dei bambini che non hanno ancora raggiunto l’età in cui si verifica la muta vocale, 13 anni circa, e generalmente l’età dei componenti varia dai 6 ai 16 anni. Queste voci possono cantare da soliste o in coro.
Nel corso degli anni, alla sezione di coro polifonico, si è andata affiancando quella delle Voci Bianche (di circa 50 bambini), con tutti i risvolti didattici che questo comporta: tre livelli di studio per babmini da 5 ai 16 anni, addestramento vocale e tecnico-musicale, educazione al lavoro di gruppo.

CARATTERISTICHE DELLA VOCE INFANTILE
La voce infantile ha caratteristiche differenti rispetto alla struttura anatomica della voce adulta: minor sviluppo dei risonatori, corde vocali più corte e sottili contribuiscono a rendere la voce meno ricca di armoniche. Non esistono divisioni tra le voci maschili e femminili, le voci vengono distinte in soprano, mezzosoprano e contralto oppure in primi e secondi; la loro estensione va dal la3 al re4. E precisamente le note dal la3 al fa3 con risonanza di petto, dal fa3 al re4 col registro misto.
Per i ragazzi salendo dal fa3 gradatamente con risonanza di testa si può preparare così il registro di falsetto o di testa; con questo registro che imita perfettamente la voce del soprano essi possono proseguire fino al la5 e talvolta al do5. Questa voce di falsetto risulta di bellissimo effetto, ma è alquanto debole, di poca consistenza.
Le ragazze tendono a portare in testa le note dal fa3 al re4 passando per il registro misto, le note fa3 sol3 la4 risuonano alquanto deboli e non possono venir appoggiate bene. Il rinforzo ritorna sulle note si4 do4 re4 mi4. Le ragazze hanno un’estensione approssimativamente di una quinta sopra la voce adulta, i ragazzi invece di un’ottava. In realtà l’estensione della voce nei bambini non ha un limite fisso in quanto essa varia di anno in anno. Possiamo prendere come schema generico di estensione:

per i bambini dai 3 ai 4 anni dal mi3 al la4
dai 4 ai 6 anni dal re3 al si4
dai 7 agli 8 anni dal do3 al re4.

Durante la pubertà la qualità della voce dei ragazzi si distingue sempre più dalla voce tipica delle ragazze; poco prima che la voce inizi ad abbassarsi e durante il vero e proprio abbassamento, si sviluppa un caratteristico tono molto pieno e intenso. La voce del ragazzo è soggetta agli effetti dell’abbassamento della laringe, conosciuta anche come “muta della voce”; l’ultimo risultato di questo profondo cambiamento è la disponibilità di una nuova sequenza di estensioni vocali (basso, baritono, tenore, contraltista, sopranista).
La voce della ragazza tende a svilupparsi generalmente nell’estensione verso l’acuto o il grave, aumentando in robustezza e assumendo il timbro caratteristico muliebre; durante la muta, che avviene in breve tempo e sovente senza che le ragazze se ne accorgano, i suoni mantengono la base sulla stessa ottava. In questo periodo anche le voci femminili vanno trattate con riguardo e moderazione di esercizio, poiché l’organo vocale, diventando più delicato, si stanca facilmente.
Il momento dello sviluppo della voce nel ragazzo è lento e richiede parecchi anni prima che questa acquisti una vera consistenza. La voce del ragazzo diviene afona, aspra, il suo timbro si fa velato, l’intonazione incerta; l’organo vocale non risponde più con la primitiva prontezza, anzi i suoni escono con fatica. Un esercizio di canto, in tale periodo, stanca la voce e, se continuato disordinatamente, può anche rovinarla.
Non ci sono tuttavia controindicazioni nel cantare durante la muta della voce, se ciò avviene con molta moderazione e su estensione di poche note, secondo il Garcia, il Mackenzie, il Combatte l’Isère, risulta inoltre utile e vantaggioso. La vecchia voce nei maschi (il falsetto) può essere mantenuta se il ragazzo continua a cantare nell’estensione di soprano per un certo periodo di tempo. Nel passato durante il periodo della pubertà i ragazzi meno agiati venivano sottoposti a castrazione; questo portava ad una crescita della gabbia toracica con conseguente aumento della capacità polmonare; il ragazzo aveva quindi la possibilità di continuare a cantare nei riti liturgici e mondani assicurando un’entrata economica alla famiglia.
Si è osservato che i ragazzi soprano, maschi con estensione soprano, un tempo avevano in media un’età più alta rispetto ai giorni nostri; per esempio Johann Sebastian Bach era considerato un notevole ragazzo soprano fino alla metà dei suoi 16 anni, e Ernest Lough aveva 16 anni quando registrò il suo famoso “Ascolta la mia preghiera”.

CENNI STORICI
Il coro di voci bianche trae origine in ambito liturgico, nelle cappelle del primo Medioevo; è proprio la musica sacra a sostenere lo sviluppo di questa formazione corale e per questo gli attuali cori di voci bianche eseguono tradizionalmente e in larga parte di musica sacra. I ragazzi erano chiamati a cantare durante i servizi religiosi; diverse sono, infatti, le istituzioni religiose che hanno ospitato e tuttora ospitano cori di voci bianche: la Chiesa Cattolica, la Chiesa Ortodossa, la Chiesa Luterana e la Chiesa Anglicana.
I pueri cantores sono dei cori di voci bianche impiegati in particolare nella liturgia della Chiesa cattolica; papa Gregorio Magno fondò una “Schola Puerorum” nella Basilica di San Giovanni in Laterano e nella Basilica di San Pietro in Vaticano; durante il XVI secolo i pueri cantores furono sostituiti da cantanti adulti castrati. In particolare nelle chiese la formazione musicale di voci bianche dava origine a cori di soli ragazzi maschi poiché alle donne spesso non era permesso cantare in Chiesa.
Il detto di S. Paolo che “…le donne dovevano stare zitte nelle Chiese” echeggiava in larga parte della tradizione patriarcale; lo sviluppo della polifonia vocale dal Medioevo al Rinascimento e al Barocco perciò prese piede principalmente, anche se non esclusivamente, nel coro tutto maschile, nel quale tutte le parti di voci erano cantate da uomini o ragazzi.
Dalla metà dell’Ottocento con l’inclusione delle voci femminili nel coro, si è vista ridurre l’importanza del coro voci bianche, altri fattori contribuirono al successivo declino: la perdita di motivazione dei bambini durante l’età puberale, una tendenza generale e sociale verso l’abbandono della pratica corale. Tuttavia è nato uso delle voci bianche non tanto per sostituire le voci femminili quanto come soggetto timbrico autonomo.

DISTINZIONE TRA CORO VOCI BIANCHE E CORO DI BAMBINI
Una distinzione va fatta tra coro voci bianche e coro di bambini; quest’ultimo è una realtà prettamente amatoriale e/o didattica con metodologie e finalità divergenti rispetto a un coro di voci bianche che è una realtà professionale formata da bambini dotati e selezionati aventi come obiettivo non tanto l’educazione musicale quanto la produzione artistica.
Il coro di bambini a orientamento didattico, in Italia, ha le sue radici circa nel XIX secolo; si sviluppò grazie all’uso e alla pratica della musica nelle scuole diventando perciò una formazione piuttosto popolare che non necessitava di alcun esborso economico. Crebbe anche l’esigenza di formare insegnanti nel ruolo di educatori musicali; durante gli anni quaranta il compito di preparare e di educare i maestri spettava agli Istituti Magistrali.
Al termine degli studi agli alunni veniva richiesta la conoscenza del suono, del ritmo, dell’accento della parola in rapporto a quello ritmico della battuta, delle forme musicali in relazione con quelle della poesia, la storia della musica, e l’uso dell’apparato vocale. Nel XX secolo, e in particolare nel dopoguerra, in tutta Europa furono ricostituiti molti cori di bambini al di fuori dell’ambito scolastico, la cui attività educativa e formativa costituiva un’occupazione del tempo libero.
Si svilupparono sistematicamente cori di bambini a scuola, nelle parrocchie, nelle trasmissioni televisive per bambini, ecc. La letteratura per coro di bambini negli anni settanta aumentò sul mercato (Carl Orff, Cesar Bresgen, Paul Hindemith, Günther Kretzschmar), innumerevoli scuole musicali per giovani presero piede dappertutto (molte come iniziative private di genitori ed insegnanti di musica); negli anni ottanta, in Italia, l’attività corale fu inquadrata come materia musicale istituzionale.
In Germania rimane ancora forte questa tradizione: molti cantautori scrivono canzoni per i cantanti bambini e per coro di bambini. Nel 2002 erano ben presenti in tutta la Germania 18.790 cori di bambini e giovani che rappresentava il 30,9 per cento di tutti i cori esistenti.
Tra i musicisti che in Italia si sono dedicati ai cori di voci bianche in veste di compositori e didatti ricordiamo: Roberto Goitre, Nicola Conci, Fabrizio e Lydia Visentin, Bruna Liguori Valenti.

FUNZIONE EDUCATIVA E SOCIALE DEL CORO VOCI BIANCHE
Il significato e l’importanza di un coro di voci bianche va al di là del puro rendimento musicale; per gli appartenenti a questi cori la formazione musicale e il fare musica insieme è un valore educativo e sociale da non sottovalutare.
Il coro funge da mezzo di educazione civile e psicologica, valorizza la musica come arte e scienza, rappresenta una tra le tante forme di conoscenza musicale, inoltre è un mezzo utile alla salvaguardia delle tradizioni locali.
Didatticamente il coro offre la possibilità di impostare la voce gradualmente attraverso la lettura e il canto di un testo, di migliorare la percezione sensoriale, affettiva, emotiva ed interpretativa, di perfezionare la coordinazione motoria laterale e bilaterale, di aumentare i tempi di attenzione, di concentrazione e la memoria.

Details



CD tracks:
Download Other details 01 Ach, des Kaben Augen
Download Other details 02 Adeste fideles
Download Other details 03 Balulalow
Download Other details 04 Die ihr schwebet
Download Other details 05 Es ist ein' Ros' entsprungen
Download Other details 06 Jingle Bells
Download Other details 07 Joy to the world
Download Other details 08 Missa Brevis in sol magg. KV 140 - Kyrie
Download Other details 09 Missa Brevis in sol magg. KV 140 - Gloria
Download Other details 10 Missa Brevis in sol magg. KV 140 - Credo
Download Other details 11 Missa Brevis in sol magg. KV 140 - Sanctus et Benedictus
Download Other details 12 Missa Brevis in sol magg. KV 140 - Agnus Dei
Download Other details 13 Sonata da chiesa in Mib magg. KV 67
Download Other details 14 There is no Rose
Download Other details 15 This little babe
Download Other details 16 White Christmas

From the same genre: From the same composer:
From the same category: From the same executor:
Language 
Preferred language:
eng ita
Menu 
BravoMaestro Broadcast 
Payment Methods 

Find in 3 clicks 









Pubblicità 
 
Valid XHTML 1.0 site Valid CSS site Questo portale è stato sviluppato da Metarete s.r.l. e utilizza la piattaforma metaNuke