Maurizio Moretti plays Rachmaninoff
Artist: Maurizio Moretti
Supported languages: Italiano
Extended description:
MAURIZIO MORETTI, piano
Russian State Symphony Orchestra
Alexander Petrov, conductor
Dopo il clamoroso insuccesso alla prima della Sinfonia n. 1, Rachmaninov cadde in una crisi artistica, decretata anche dalla critica. Affidatosi alle cure del professor Nikolaj Dahl il compositore però si riprese, scrivendo in breve tempo il secondo e terzo movimento del concerto. Lo stesso autore li eseguì alla "Sala della nobiltà" di Mosca il 15 settembre 1900 ottenendo una grandiosa accoglienza del pubblico presente. Rigenerato da questo ritorno sulla scena, ultimò la partitura e la dedicò a Dahl; la prima esecuzione integrale, con i medesimi interpreti della precedente, fu alla Società Filarmonica di Mosca il 27 ottobre 1901.
Moderato
Il primo movimento è caratterizzato da due temi che si intrecciano: il primo, in tonalità minore, maestoso e quasi marziale, che conferisce tono drammatico e incalzante; il secondo in tonalità maggiore, più cantabile, è una dolce melodia che porta grande intensità al movimento.
Il pianoforte esordisce pesanti accordi che introducono ad una atmosfera di mistero e di drammaticità. Successivamente viene presentato il primo tema esposto dagli archi (violini più viole, mentre i bassi scandiscono il tempo) e dal clarinetto, ripreso poi con grande enfasi dal pianoforte solo.
L'atmosfera cambia con l'introduzione del secondo tema che chiude l'Esposizione. Si torna quindi al primo tema, esposto da oboe, clarinetto e viole, con conseguente parentesi virtuosistica del solista.
Il culmine si ottiene con la riproposizione del secondo tema, con i violini aggiunti a clarinetto e viole che anticipano l'ingresso enfatico del pianoforte.
La ripresa si apre con il ritorno al tempo di marcia, a cui segue il melodioso canto del solista questa volta accompagnato da legni, corni e archi. Lo stacco del corno solo si impone per portare al ritorno del secondo tema, ripreso da tutta l'orchestra.
La coda, introdotta dai virtuosismi del pianoforte, si conclude dai perentori accordi orchestrali.
Adagio sostenuto
Il tempo lento del concerto rappresenta probabilmente il movimento più intenso e conosciuto dell'opera.
Il pianoforte esordisce con un delicato arpeggio in terzine sull'accompagnamento leggero di archi con sordina,clarinetti, fagotti e corni. Il flauto solista espone il dolcissimo tema, ripreso in successione dal clarinetto. Quindi il pianoforte si scambia con il clarinetto, che lo accompagna quasi in un duetto. I violini intervengono a rompere il tema, che evolve in una seconda parte più animata, dove il pianoforte elabora il materiale tematico, con interventi di fiati e archi, in un progressivo climax espressivo fino all'esplosione sonora di tutta l'orchestra.
Dopo una cadenza del solista, si ritorna alla tenue prima parte del tema, proposta in crescendo, fino a sfumarsi definitivamente, con l'ultima voce affidata alle note ritenute del pianoforte.
Allegro scherzando
Il terzo movimento riprende il tono marziale del Moderato, rielaborando e riproponendo i temi fin qui affrontati.
Il solista si alterna e si fonde con l'orchestra nell'esposizione dei temi, fino ad un possente crescendo orchestrale che introduce la Coda che conclude grandiosamente. Terminano il brano tre accordi ripetuti che rappresentano la firma ritmica del compositore: ta- tata -ta (Rach - mani -nov).
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